villalverniesi illustri

28 marzo 2009 – 160° anniversario della Battaglia di Novara

Ass. Combattenti d'arma

Ass. Combattenti d’arma

Si è svolta, sabato 28 marzo 2009, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, la commemorazione del generale Passalacqua, marchese di Villalvernia, nel 160° della battaglia di Novara, dove il generale morì. Era il 23 marzo 1849 e Passalacqua fu la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare del Risorgimento. La cerimonia si è aperta con il saluto del sindaco Giampaolo Pepe, del presidente del Comitato per la Valorizzazione degli Eroi del Tortonese Franco Timo, alla presenza dei rappresentanti delle associazioni del Nastro Azzurro, con il generale Luigi Turchi, degli Amici del Parco della Battaglia, e di altre rappresentanze d’arma e di volontariato. La cerimonia è stata resa molto suggestiva dalla presenza della Fanfara dei Bersaglieri “Aminto Caretto” di Melzo e dai figuranti in costume storico provenienti da Novara che hanno sparato cariche a salve con le baionette dopo che è stata scoperta la scultura in pietra raffigurante lo stemma Passalacqua posto alla chiesa del Castello, benedetta dal vescovo S.E. Martino Canessa.

Generale Turchi

Generale Turchi

Presidente Timo

Presidente Timo

 Il professor Adriano Sicbaldi, pittore e Cittadino Onorario di Villalvernia

Consegna della cittadinanza onoraria

Consegna della cittadinanza onoraria

Da giovedì 1 marzo 2007, giorno delle esequie, il professor Adriano Sicbaldi, pittore e Cittadino Onorario di Villalvernia, riposa nel cimitero del paese. Due giorni prima, nella città di Torino, dove risiedeva da anni, aveva cessato di vivere. Nacque a Adria nel 1911 da genitori piemontesi, è costantemente vissuto in Piemonte ed ha sempre insegnato all’Accademia Albertina di Torino, dove dapprima fu studente insieme con Piero Monti, Gigi Morbelli, Ermanno Politi e, dove si appropriò di tutte le tecniche, dall’olio all’affresco, dall’acquerello al disegno, esercitato attraverso uno studio approfondito e rigoroso sui maestri toscani e veneti del Rinascimento e con i suoi maestri dell’Accademia: Giulio Casanova, Cesare Ferro e Michele Guerrisi. Per tutti i motivi sopra elencati, Adriano Sicbaldi viene chiamato da anni con l’appellativo di “professore”. Inoltre, ancora, la sua maturazione artistica si evolve attraverso gli scambi costanti e fecondi da lui coltivati con artisti quali: Deabate, Quaglino e Valinotti. E’ proprio attraverso questi contatti che Sicbaldi scopre, fa emergere ed esprime, con opere di grande affabilità e di notevole effetto cromatico, la sua innata vocazione per una pittura, a tematica paesaggistica, semplice, lineare e fedele al vero. Ne sono evidente testimonianza sia la riproduzione delle architetture della sua Torino sia la riproduzione delle architetture dissimili che l’artista è andato a riscoprire nelle località più caratteristiche quali: Venezia, Parigi, Amalfi e la Riviera Ligure. Non mancano, tuttavia, alla sua produzione, opere raffiguranti nature morte, composizioni con figure, ritratti, personaggi caratteristici, fra i quali va ricordato “gli Arlecchini”, certamente fra i più famosi. Villalvernia è riconoscente al prof. Sicbaldi per gli affreschi dipinti nella Chiesa parrocchiale S. Maria Assunta realizzati sul finire degli anni ’40. Chi entrando in chiesa, alzando lo sguardo verso la maestosa cupola, osserva con stupore i quattro Evangelisti, così da scoprire sensazioni nuove, che definiscono la gioia e la vita del colore. Così pure chi con attenzione posa lo sguardo sull’Ultima Cena, con i due discepoli di Emmaus insieme con Gesù nell’atto di spezzare il pane; la Trinità; l’Assunta nel presbiterio. Tutti gli affreschi della chiesa, da lui realizzati, sono stati eseguiti con colori in polvere, sciolti nell’acqua e miscelati con calce passata al setaccio, su intonaco fresco, giorno per giorno. Con il paese di Villalvernia, ebbe un rapporto particolare, quasi viscerale. Dall’estate del 1943, da giugno a settembre d’ogni anno, giornalmente, amava concedersi fugaci ma metodiche apparizioni in alcuni punti strategici del paese: in chiesa, dall’edicola dei giornali, in qualche negozio; luoghi che raggiungeva da solo oppure in compagnia della gentile signora Giuditta (Giudi), percorrendo le vie con passo spedito e con atteggiamento assai riservato, com’era nel suo carattere, tuttavia sempre disponibile a mostrare a tutti il suo sorriso ed a trasmettere a chiunque la sua innata cordialità. Nel corso degli anni è capitato a tutti di vederlo nelle postazioni più panoramiche o nei viottoli più suggestivi della campagna. I più fortunati sono riusciti a sorprenderlo in questi luoghi ed ad osservarlo nel ricavare bozzetti per la sua produzione paesaggistica, tipica espressione di un’arte. Tutti in paese lo conoscevano, lo stimavano, ammiravano la sua professionalità, le sue qualità umane, apprezzando a fondo la sua arte, attraverso la quale Adriano Sicbaldi, personaggio schivo e solitario, ma con un curriculum prestigioso, continuava però a mantenere i contatti con tutti, trasmettendo emozioni uniche attraverso le sue opere. Numerose sono le famiglie di Villalvernia che in casa propria hanno appeso almeno un’opera di questo pittore. Di Villalvernia ha descritto ogni casa, dallo spiovente dei tetti, agli usci aperti sulle stradine, motivi in cui trapela un sentimento lirico della natura, ed anche l’amore per un costume di vita riservato e civile. Il 30 settembre 2000, nella sala consiliare del Municipio, durante l’inaugurazione di una mostra personale del professo Sicbaldi, l’Amministrazione locale gli consegnò la Cittadinanza Onoraria con la seguente motivazione: “Per il lustro che con il suo riconosciuto valore d’artista e docente accademico ha dato e continua a dare al paese, sede dei suoi soggiorni estivi e per il sincero attaccamento alla comunità ed ai luoghi villalverniesi che ha saputo esprimere attraverso la sua arte e la generosa disponibilità”.

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