notizie religiose

Nel 1181 Villa aveva una chiesa, come si legge nel cartario di Rivalta. Nel 1435 chi aveva la cura spirituale di Villa era presente al sinodo di Mons. Rampini. Nel 1523 Villa era cappellania curata dipendente dal Capitolo del Duomo, e con se unita la chiesa del Castellaro. Nel 1595 era parrocchia dipendente dalla pieve di Carezzano. Aveva allora il titolo di priore; il primo ad avere il titolo di prevosto fu don Giovanni Maria Carbone di Carbonara nel 1768: il titolo di arciprete fu concesso da Mons. Bandi nel 1900 a don Antonio Campi per aver egli edificato la nuova canonica.

[L’Arciprete (dal tardo latino archipresbyter) è il decano fra i presbiteri di una parrocchia, responsabile per la corretta esecuzione dei doveri ecclesiastici e per lo stile di vita dei curati a lui sottoposti. Proprio come fra i diaconi della chiesa del vescovo uno faceva le funzioni di assistente e rappresentante del vescovo, e, come arcidiacono, acquisiva una sua giurisdizione, così fin dal IV secolo, troviamo in numerose diocesi un arciprete a capo del collegio dei presbiteri, che aiutava e rappresentava il vescovo nell’espletamento dei suoi doveri liturgici e religiosi. Di regola, specialmente a Roma, luogo in cui l’usanza ebbe origine, veniva investito di questo ruolo il più anziano dei presbiteri; nella Chiesa greca, d’altra parte, la sua nomina ricadeva tra i privilegi del vescovo.] Della chiesa primitiva non rimane alcun vestigio. Sul castello v’è la chiesa che esisteva prima dell’attuale parrocchiale; è voltata a ponente, di stile rinascimento e piccola. Ha il cimitero in cornu epistolae (Sul lato destro della parete absidale). Era sotto il titolo dell’Assunzione. Il chiesone attuale fu iniziato nel 1600 e terminato nel 1840 e consacrato nel 1846. Nel 1672 la compagnia del Santissimo costituì un Monte di Pietà. In detto anno la popolazione è detta poverissima. Nel 1788 oltre all’oratorio di S. Rocco, detto recente, vi erano altri due oratori di proprietà privata: quello della SS. Trinità, che era dove adesso vi è la cappelletta sullo stradone di fronte alla strada che va a Carezzano, e quello di S. Nicola all’Isimbarda al di là dello Scrivia, fondato da don Vincenzo Canefri. La parrocchia aveva giurisdizione anche sulla sinistra dello Scrivia, porzione questa che fu staccata quando fu eretta la parrocchia di Bettole. Nel 1594 la popolazione era di 267 anime in 56 fuochi, di cui nessuno era superiore ai 70. La peste del 1630 ridusse la popolazione a 96 persone in 22 fuochi; la popolazione era nel 1690 di persone 195; nel 1731: 243; nel 1820: 508 in 119 famiglie, 6 persone solo erano superiori ai 70 anni. Anche anticamente vi erano dei caparbi; nel 1191 i delegati di Papa Clemente III scomunicarono Andrea di Villa e Tignoso di Montalto (presso Arquata), perchè essendo stati citati nella lite con Ansaldo da Cassano, non vollero comparire. Ora una buona notizia: don Bosco si recava di sovente a Villa. Vi fu tra le altre volte dal 4 al 18 ottobre 1863. Nella chiesa una lapide ricorda il prof. Don Persi esimio matematico e fisico.

La chiesa parrocchiale

La chiesa parrocchiale, sotto il titolo di B.V. Assunta, di linee neoclassiche, venne edificata tra il 1841 ed il 1848 a spese della comunità, su un sedime donato dalla famiglia Valerio già nel 1781. Una lapide ricorda la consacrazione dell’edificio avvenuta per opera del vescovo Giovanni Negri nel 1846. Per il periodo precedente la popolazione aveva utilizzato la chiesa presso il castello, venduta poi al Marchese Giuseppe Passalacqua nel 1846. Nel 1882 su progetto dell’ingegnere Nicolò Bruno di Sampierdarena fu rifatta la cupola che minacciava rovina. L’interno si presenta decorato nella vasta volta ottagonale con i Quattro evangelisti del pittore Adriano Sicbaldi (1911-2007) di Villalvernia, opera del 1949. Dello stesso autore nell’abside un’Ultima cena e sulla controfacciata il disegno preparatorio per il dipinto raffigurante il bombardamento di Villalvernia del 1° dicembre 1944. In monocromo appena sotto la volta vi sono tre grandi riquadri raffiguranti scene tratte dal Vangelo opera di Pietro Mietta di Tortona. L’arredo sacro presenta l’altare della Vergine del Rosario con statua e misteri dipinti del XVIII secolo; l’altare di Sant’Antonio da Padova con statua del XVIII secolo. Nel presbiterio sulle pareti laterali due tele della prima metà del XVIII secolo: un Compianto con Cristo morto e una Vergine con le anime del Purgatorio. Nell’abside è collocata una tavola datata 1586 raffigurante l’Assunzione della Vergine Maria attribuibile al pittore Giovanni di Romanino, noto per il polittico di Sant’Andrea di Agneto in Val Borbera. La precedente chiesa parrocchiale documentata nel 1497, con piccolo campanile costruito poco dopo il 1671, divenne cappella privata e sepolcro del marchese Giuseppe Passalacqua (1794-1849), morto nella battaglia di Novara. Ceduta agli eredi Bogliolo, proprietari del palazzo, nuovamente alla parrocchia, la chiesa nel 1988 fu restaurata e riaperta al culto il 17 settembre 1989 come Sacrario ai caduti al valor militare della Provincia di Alessandria, ai caduti del 38° reggimento fanteria di stanza a Tortona fino al 1943 e alle vittime del bombardamento aereo del 1944.

L’interno conserva una tela raffigurante l’Addolorata del pittore F. Marabotti del 1850.

San Giovanni Bosco a Villalvernia

San Giovanni Bosco

San Giovanni Bosco

Memori della visita di Don Bosco, che nel 1863 sostò a pregare nella chiesa del Castello, gli abitanti di Villavernia gli serbano vivissima divozione, spronati dall’esempio del venerando Don Orione, che nel 1931 vi benedì l’immagine, e dallo zelo del parroco rev.mo Don Michele Carlone, che nel 1938 volle perpetuarne il ricordo con una graziosa lapide benedetta dall’ecc.mo Vescovo di Tortona, Mons. Egisto Melchiori. Il paese ha sofferto molto dai bombardamenti. Fra le vittime rimase anche il vicecurato Don Piero Bonaventura. L’arciprete è salvo per miracolo, illeso per tre volte tra le macerie. Lo coadiuvò nell’omaggio a Don Bosco il rev. Don Dino Cavallini. La relazione giuntaci solo ora a causa della guerra, ci dà i seguenti particolari.

 

Chiesetta

Chiesetta

Preparata da applaudite conferenze del prof. Gatti e del cav. Berra, e da un triduo di predicazione, la celebrazione ha portato il paese ad una Pasqua eucaristica. La scuola di canto della Gioventù Femminile di A. C. eseguì un ottimo programma sotto la direzione del M. Leoncini. S. E. Mons. Vescovo Principe, ricevuto con entusiastiche accoglienze dalla popolazione e dalle Autorità, al suono della banda cittadina diretta dal cav. Diminiello, ricevette il primo saluto di un giovinetto del piccolo Clero di A. C. Entrato quindi nel tempio ove dominava in un’aureola di luce e di fiori l’immagine di S. Giovanni Bosco, ed ascoltato l’omaggio del parroco, assistette al canto del Te Deum ed impartì la benedizione pontificale. Seguì quindi il grandioso corteo che sfociò alla antica chiesa parrocchiale, che si adagia nella verde cornice del parco del Castello. Data lettura del messaggio del IV Successore del Santo, la madrina donna José Bogliolo, Patrona dell’avito tempio, scoperse il busto e la lapide commemorativa. S. E. ne lesse la epigrafe: In questa chiesa – sacrario d’imperiture memorie – nell’ottobre del 1863 – S. Giovanni Bosco – sostando pregò – Villavernia dal Santo chiamata la sua piccola Cafarnao – perenna nel marmo il ricordo – benedicente Monsignor Egisto Domenico Melchiori Vescovo Principe – Tortona 25-IX-1938.

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