il paese

Il paese di Villalvernia è in provincia di Alessandria, ad un’altezza di 193 metri; con una popolazione di 990 abitanti circa; dista dal capoluogo (AL) km 30Cenni storici: L’epoca di fondazione di questo comune, che allora si chiamava semplicemente Villa, è anteriore al X secolo. Nel 1157 il pontefice Adriano IV ne concesse una metà in feudo al vescovo di Tortona, che i suoi successori provvide a munirlo di solide fortificazioni e di una torre. Il 30 maggio 1413 Filippo Maria Visconti ne concede l’investitura a Guglielmo di Alvernia; è in questo tempo che al nome di Villa si aggiunge quello di Alvernia. Una donna di casa d’Alvernia sposata ad un Ottone Spinola, e senza eredi maschi vendette il feudo a Claudio Spinola nel 1652. Questo feudo ebbe poi il titolo marchionale da Filippo IV di Spagna. Passò poi alla nobile famiglia benemerita di Tortona, il generale Giuseppe Passalacqua, morì sul campo di battaglia a Novara il 23 marzo 1849. Antichissima è la chiesa parrocchiale dell’Assunta, ad una sola navata; puntellata e restaurata a più riprese, ne fu costruita una nuova nel XIX secolo.Feste principali: SS. Rosario, 1° domenica di ottobre; S. Teodoro martire, il 9 novembre; Assunta, 15 agosto; San Antonio da Padova, 13 giugno.

Asilo Infantile (oggi Scuola Materna): fondato dall’illustre famiglia Bogliolo, che lo ha dotato di preziosa Villa (disegno dell’illustre architetto Dupré di Roma). Divenne ente autonomo. Retto inizialmente da insegnanti. Fu raso al suolo il 1° dicembre 1944, data del bombardamento aereo che colpì duramente il piccolo paese. Fu poi riedificato e, per anni gestito da suore, come ente morale, passando poi al Comune verso il finire degli anni ’90.

Nel borgo antico: si trova l’antica parrocchia situata sul Castello a lungo di proprietà Nob. sig. Bogliolo: in essa esiste la tomba del Tenente Generale Marchese Passalacqua, marchese di Villalvernia, medaglia d’oro.

Il Castello: sopra l’ampia conca della valletta dello Scrivia, dove lo sguardo umano si spinge fino a Tortona da un lato e alla catena Appenninica dall’altro, sopra il nastro dell’alveo del torrente, che fa scorrere le sue chiare acque in una pace silente e riposante, si ammira, maestosa e superba, la vecchia costruzione dei Bugliolo, che è un possente massiccio, tutto pietra, dell’età feudale, anche se attualmente non ha più le forme di un castello.

Da una parte si vedono il Moncenisio e tutto il gruppo delle Alpi Cozie occidentali e dall’altra i monti Tobbio, Ebro, Lesima, Giarolo, Antola. Ai piedi scorre un torrentello chiamato Rio Castellania o Rile. Sul Rile passa la via principale per mezzo di un ponte in pietra, che fu costruito circa il 1829.

La Chiesa Parrocchiale (S. Maria Assunta): Nel 1600 l’antica chiesa preesistente fu rasa al suolo e iniziati i lavori della nuova Chiesa che vennero ultimati solamente nel 1840. Ben gravi vicende devono aver travagliato Villalvernia se occorsero oltre 200 anni per costruire la sua parrocchiale, infatti nel 1630 infierì una grave epidemia di peste che ridusse la popolazione di Villalvernia a 96 persone da circa 300 che erano prima.

La facciata nelle sue linee molto semplici non presenta nulla di notevole nonostante che il progettista abbia voluto darvi, con un gioco di sporgenze e rientranze, un certo movimento ed un certo tono. Il portale è fiancheggiato da due larghe lesene reggenti una fascia-cornicione. L’interno è ampio e dignitoso nelle sue linee neoclassiche. La navata è a forma ottagonale e con grande cupola. Tra gli archi, le grandi “vele” sono “affrescate” e vi compaiono le figure degli Evangelisti. Sotto la trabeazione corre una larga fascia con pitture murarie a soggetto religioso. Si notano alcuni altari e lapidi commemorative. Il presbiterio con volta a imbotte ricca di pitture. Sopra l’Altare maggiore, in una lunetta, è dipinta l”Ultima Cena”, ridotta però a tre figure: Gesù tra due Apostoli. Sia gli affreschi delle “Vele” che quelli del presbiterio sono stati eseguiti dal pittore, prof. Adriano Sicbaldi.

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