arcipreti

Don Angelo Beccaria

Ordinato a Tortona il 29 giugno del 1935 dall’Arcivescovo Mons. Egisto Domenico Melchiori, don Angelo Beccaria celebra la sua prima mesa nel paese natale, Cervesina. Nell’ottobre del 1938 è parroco a Sarizzola Vescovato dove rimane sino al 1945: vive con la sua famiglia in situazione di estrema precarietà, a causa delle tristissime condizioni cui la guerra costringe. Studioso sensibile, profondo conoscitore della Scrittura, dall’eloquio colto ed elegante, è chiamato quale predicatore nelle “Missioni”, nelle “Quarantore”, nelle “Peregrinationes Mariae” ben oltre i confini della Diocesi. Parroco a Villalvernia dal 1946, deve affrontare e risolvere gravissimi problemi, in quegli anni difficili: la guerra ha provocato desolazione nelle cose e nell’animo degli uomini. Oltre un migliaio di persone manca all’appello, dopo i bombardamenti: Villalvernia deve rinascere e trova nel giovane parroco forza ed aiuto per tornare a vivere. Nel 1958 don Beccaria giunge a Broni. Parroco di Broni dal 1958 al 1989, mons. Angelo Beccaria entra per l’ultima volta nella chiesa che aveva guidato per oltre trentanni nella settimana di Pasqua del 1990.

Don Carlo Torta

Era scomparso in silenzio venerdì 24 novembre 1978 e la sua partenza così rapida aveva sorpresi e stupiti. Ma come può essere, se non silenziosa e discreta la morte di un uomo che ha vissuto una vita con umiltà e riservatezza? Quell’uomo semplice e mite era don Carlo Torta. S’era spento qui a Villalvernia dove da vent’anni era parroco. Era stato per tutti il “buon pastore”, ma non aveva mai dominato. Ci guidava. Infondeva in noi i suoi insegnamenti ricchi di semplicità e di chiarezza. Ogni sua parola era speranza per i nostri animi, ogni suo sorriso era segno di bontà e di splendore. Le sue doti più belle, umiltà, intelligenza, zelo, bontà, lo avevano illuminato fino all’altra riva. Nato il 25 gennaio 1913 a Mottaziana di Borgonovo Val Tidone, entrò nel seminario di Tortona nel 1926 e fu ordinato sacerdote da Mons. Egisto Domenico Melchiori il 13 marzo 1938. La sua attività pastorale fu a Voghera, a Carrega Ligure ed a Villalvernia. Quando il “male oscuro” fece la sua comparsa, la sua vita s’illuminò di splendore e d’esemplarità. Insegnò, senza mai dirlo, come si accetta la morte e come si vive nell’andarle incontro. Sempre composto e schivo, con poche parole, le ultime, lasciò un’altissima lezione. Celebrò la Mesa nella sua chiesa fino all’ultimo giorno anche se l’aggravarsi del male lo costringeva a frequenti interruzioni durante la funzione. Questo grande esempio di dedizione al suo ministero è il ricordo più vivo che conserviamo di lui. I funerali si svolsero a Villalvernia, lunedì 27 novembre 1978. C’era il Vescovo, molti preti, tutta la popolazione

Don Carlo Gomarasca

“don Carletto”, arciprete di Villalvernia dal 1979 fino al 1993    

Mons. Carlo Gomarasca, “don Carletto” come lo chiamavano i suoi ragazzi dell’oratorio del Duomo di Tortona, ormai nonni, è stata una figura significativa del clero tortonese. Giunse a Tortona, dalla nativa Corbetta, nell’immediato dopoguerra per entrare nella congregazione diocesana dei Sacerdoti Oblati del Sacro Cuore, fortemente voluta dall’Arcivescovo Mons. Melchiori. A Tortona aveva studiato presso l’allora Convitto degli Oblati in via Fracchia ed era diventato sacerdote nel 1951. Tortona fu la sua città amata e la chiesa cattedrale il tempio della sua fatica fin dai primi anni di ministero, che divise con l’antico e diruto oratorio della Cattedrale e di Santa Maria Canale, oggi sostituito dalla funzionale e accogliente Casa del Giovane. In quel polveroso campetto si fece amare e ben volere da tanti Tortonesi, che non lasciarono mai mancare l’affetto e la stima al viceparroco di quando “avevano i calzoni corti”. All’oratorio univa anche il servizio di cerimoniere vescovile che mantenne anche quando divenne parroco di Porana. La gente accogliente dell’Oltrepò, la bella chiesetta neogotica, la canonica che si affaccia sul parco di villa Meroni rimasero sempre nel suo cuore con un velo di nostalgia e di rimpianto.     Chiamato a reggere la più popolosa parrocchia di Villalvernia, non fece mancare affetto e attenzione nemmeno a questa comunità dove giunse nel 1979 e vi rimase fino al 1993. La bella chiesa di Villalvernia splendeva come una basilica nelle solenni liturgie di don Carletto.

Don Angelo Debenedetti

 “Sono venuto a Villalvernia consapevole dell’impegno gravoso che mi attende, ma certo di poter compiere fino in fondo il mio dovere, perché ispirato dall’umiltà e dalla bontà che furono proprie di don Carlo Torta, mia guida in gioventù e mio predecessore, e illuminato dal fulgido esempio di don Pierino Bonaventura che, in questa Parrocchia sacrificò la propria vita per portare conforto ai caduti del tragico bombardamento aereo di quel lontano primo dicembre 1944”. Con queste parole don Angelo Debenedetti, nuovo parroco di Villalvernia, salutò i suoi parrocchiani durante la cerimonia d’ingresso, svoltasi nel pomeriggio di sabato 7 agosto 1993. Furono parole cariche di significato; fu il messaggio di un uomo semplice ma ricco di profonda umanità. “Vengo nella semplicità del pastore che farà di tutto per essere un buon pastore, secondo l’immagine del Vangelo” proseguì infatti don Debenedetti. “A tutti chiedo dialogo, amicizia, collaborazione”. “Daremo una comunità che celebra con gioia la presenza del Signore nella preghiera, nella catechesi, nella carità. Nel cuore del parroco un posto privilegiato avranno i bambini, gli ammalati, che sono quelli che Cristo ci ha insegnato a sostenere e ad amare di più. Penso con affetto e preoccupazione ai nostri giovani. Alle difficoltà dell’età che attraversano si uniscono le difficoltà di un tormentato momento sociale, politico ed economico. Prego il Signore perché ci aiuti a consegnare ai nostri cari giovani un futuro più giusto, senza guerre e senza violenze. Dagli anziani attendo consigli saggi: andrò a trovarli e ascolterò volentieri tutto ciò che avranno da propormi. Alle famiglie offro la mia preghiera e la mia disponibilità. Incontrandovi vorrei poter riconoscere ogni vostra famiglia come una piccola chiesa, dove ci si vuol bene, si prega, si cresce. Vorrei che la Parrocchia diventasse una famiglia di famiglie”. E la popolazione di Villalvernia, per bocca del Sindaco dott. Giovanni Carrea, manifestò stima ed affetto al nuovo parroco assumendo ufficialmente l’impegno di essere presente, solidale, disponibile. Don Angelo, proveniva dalla Frazione Merella di Novi Ligure, accompagnato da alcuni membri del Consiglio Parrocchiale di Villalvernia, giunse alle ore 18 sulla piazza della chiesa, dove fu ricevuto dalle autorità civili e religiose. Insieme al Vicario Generale della Diocesi mons. Libero Meriggi, a mons. Lino Zucchi, ai sacerdoti don Bruniera, don Pepe e don Turrici, al sindaco ed ai rappresentanti delle varie Associazioni c’era la gente. A dire il vero, non moltissima, ma sufficiente a rappresentare e a qualificare una popolazione che nei momenti difficili, nei momenti importanti e impegnativi per la crescita di una comunità, ha saputo sempre dare un segno concreto e tangibile della propria presenza e della propria vitalità. Al termine della funzione religiosa, dopo la lettura del Decreto Vescovile di nomina e la sottoscrizione da parte dei testimoni dott. Angelo Caviglia e dott. Domenico Marucchi degli atti relativi alla consegna ed alla presa di possesso della Parrocchia, si svolse nel salone comunale un rinfresco, a conclusione di una festa che segnò l’inizio del nuovo impegno pastorale di don Angelo Debenedetti.         

Pochi mesi dopo, martedì 23 novembre dello stesso anno, un tragico unvestimento, la prima sera con nevischio invernale, gettò nello sconforto l’intero paese di Villalvernia che perdeva così il proprio parroco, don Angelo Debenedetti di 66 anni, da alcuni mesi giunto in paese in sostituzione di don Carlo Gomarasca, nominato nuovo cappellano dell’ospedale di Tortona. Pare si trattò di una tragica fatalità: don Angelo era diretto in farmacia, ed in effetti si accingeva ad attraversare la strada proprio in quel punto. Sopraggiungeva un’auto e inevitabile a quel punto l’investimento e per il povero parroco si trattò di una morte pressoché immediata.

Don Giuseppe Delorenzi

Erano le ore 15 quando sabato 22 gennaio 1994, don Giuseppe Delorenzi giunse a Villalvernia, ricevuto dal Sindaco, accolto con calore e con entusiasmo dai nuovi parrocchiani e accompagnato dalla popolazione dei Crebini Cazzuli, di Passaronda e di Castelletto d’Orba. La gente che don Giuseppe lasciava e quella che egli prendeva in consegna vollero insieme manifestare tutto il loro affetto e la loro stima in un momento comune in cui si compendiavano la commozione ed il rimpianto di coloro che dovevano rinunciare a chi, per quasi quindici anni, era stato luminosa guida spirituale, apprezzato animatore, e la gioia di coloro che avevano avuto modo, in questi ultimi tempi, di maturare la consapevolezza che il nuovo parroco era uomo dotato di notevoli qualità umane e spirituali e animato da un forte impegno pastorale e sociale. La partenza inattesa di don Carlo Gomarasca, la morte tragica ed improvvisa di don Angelo Debenedetti, avevano da qualche mese determinato una situazione di considerevole disagio nella popolazione di Villalvernia che, tuttavia, ha sempre saputo affrontare gli eventi con grande senso di responsabilità ed è sempre riuscita a mantenere vivo il proprio impegno, con il volontario e decisivo intervento di tutti. “Ci sostiene la fede dei nostri padri e la sacra tradizione dei nostri avi” disse il Sindaco dott. Giovanni Carrea nel saluto. “La gente è ricca di fede viva e desidera essere partecipe e presente alla vita della Chiesa e della Comunità” ribadì Massimo Cuzzolin, portando al nuovo parroco il benvenuto dei giovani. Sono due affermazioni che riassumono, sintetizzano e danno immagine alla popolazione di Villalvernia e ne sottolineano una caratteristica dominante: la determinazione e lo spirito di solidarietà che nei momenti difficili, importanti e impegnativi per la crescita della comunità, la animano e la sostengono. Di ciò si resero consapevoli Mons. Vescovo, che volle premiare Villalvernia assegnandole in breve tempo un nuovo parroco, quindi lo stesso don Delorenzi che si pose subito, con umiltà ma con animo forte e deciso, al servizio della sua nuova realtà parrocchiale. La cerimonia d’ingresso, preparata con cura ed attenzione dal gruppo parrocchiale, sapientemente coordinato dalle suore, fu ricca di momenti significativi. Dall’omelia di Mons. Libero Meriggi, Vicario generale del Vescovo, alle parole di commiato del Sindaco di Castelleto d’Orba, Lorenzo Repetto. Dalla consegna avvenuta per mano di alcuni bambini, dei paramenti sacri offerti dalla popolazione di Villalvernia e dalla comunità parrocchiale San Francesco d’Assisi dei Crebini Cazzuli, al messaggio che don Giuseppe volle dare a conclusione del suo intervento, con la presentazione di una famosa e commovente preghiera pronunciata dal campione olimpionico di basket, Kirk Kilgour, da sedici anni costretto su una sedia a rotelle. (…e qui di seguito la riportiamo)

PREGHIERA

Chiesi a Dio di essere forte per eseguire progetti grandiosi;
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
Domandai a Dio che mi desse salute per realizzare grandi imprese;
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita perché io potessi apprezzare tutto.
Signore non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini nessuno possiede quello che io ho.

Al termine della funzione religiosa, dopo la lettura da parte di Mons. Marino Bava, del Decreto Vescovile di nomina e la sottoscrizione, da parte dei testimoni dott. Angelo Caviglia e dott. Domenico Marucchi, degli atti relativi ala consegna ed alla presa di possesso della Parrocchia, si svolse nel salone comunale un rinfresco allestito dala Pro Loco, a conclusione di una festa che segnò l’inizio del nuovo impegno pastorale di don Giuseppe Delorenzi.

Don Francesco Sangiovanni

don Sangiovanni

Sua Eccellenza Mons. Martino Canessa, in data 10 dicembre 2009, nominò don Francesco Sangiovanni parroco della parrocchia di Santa Maria Assunta in Villalvernia.
La parocchia si rese vacante a seguito della scomparsa di don Giuseppe De Lorenzi.
Don Francesco fu presentato ufficialmente ai nuovi fedeli domenica 13 dicembre nel contesto di una solenne celebrazione.

Padre Lorenzo Bergantin

P_Lorenzo BergantinSabato 17 agosto 2013 faceva il suo ingresso, nella Parrocchia Santa Maria Assunta in Villalvernia, Padre Lorenzo Bergantin. Padre Lorenzo Bergantin, originario di Viguzzolo, è un missionario Comboniano.  I Missionari Comboniani prendono il loro nome da San Daniele Comboni, primo vescovo dell’Africa Centrale e fondatore della Congregazione, nel 1867. È composta da missionari, sacerdoti e fratelli, che si dedicano all’evangelizzazione e alla promozione umana in Africa, America, Asia e Europa. Sono più di 1600 i missionari sparsi nel mondo che consacrano la vita agli altri. Vivono a servizio dei più poveri cercando di oltrepassare le frontiere geografiche, culturali, sociali e religiose.

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