Storia di Villalvernia

Sabato 17 novembre, alle ore 17, nel salone del Comune avrà luogo

la presentazione del libro “Storia di VILLALVERNIA” di Gian Carlo Vaccari

Interverranno con l’Autore: il Sindaco di Villalvernia Sig. Franco Persi con il Relatore e Giornalista Dr. Federico Buffoni

seguirà aperitivo di commiato

Storia di Villalvernia

 

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8 anni di Villalvernia

Ricorre oggi in nostro ottavo anno di vita

Siamo in rete da tutto questo tempo, per parlare di Villalvernia con la speranza di offrire un servizio pubblico aperto a tutti coloro che vogliono raccogliere piccole informazioni o la storia passata del paese.

Lo ripetiamo ancora, perché già detto, siamo disponibili a pubblicare qualsiasi notizia vogliate inviarci.

Purché si parli di Villalvernia

La lettera…

Tratto da una lettera pubblicata su LE VOCI DEL RILE del 7/12/2014

Il mio ricordo del Bombardamento di Villalvernia
1 dicembre 1944

Sono trascorsi 70 anni da quel tragico avvenimento, ma per me è come se fosse capitato ieri.
Nel 1944 abitavo a Carezzano Superiore, ero un bambino di 6 anni, mi ricordo che tutti i giorni passavano apparecchi bombardieri con lugubri suoni. Tutti dicevano: “Vanno a bombardare Milano, Torino, Genova” perchè era la rotta di transito.
Anche il 1 dicembre 1944 gli aeroplani sono passati alti in cielo; io ero a scuola, frequentavo la prima elementare. Noi scolari siamo usciti a guardarli volare in direzione di Milano. Dopo un po’ abbiamo visto gli aerei tornare e girare in cielo sopra le nostre zone.
La nostra maestra ci ha subito fatto rientrare in classe dicendo di metterci sotto i banchi per ripararci, e abbiamo sentito soffocato il boato delle bombe – infatti erano cadute sul vicino paese di Villalvernia.
Dopo qualche tempo, non sentendo più nulla, siamo usciti dalla scuola che era situata nel punto più alto di Carezzano. Abbiamo visto in basso fumo e fiamme e abbiamo capito che era successo qualcosa di tragico a Villalvernia.
Alcuni giorni dopo, mio fratello più grande è andato a Villalvernia. Tornato a Carezzano disse di aver visto nella chiesa di quel paese i corpi delle persone uccise nel terribile bombardamento, disposti ordinatamente tra i quali tanti bambini e anche quello del Vice-parroco.
Il devastante bombardamento su Villalvernia aveva colpito, tra l’altro, IL Municipio, la scuola, l’asilo, la Società di Mutuo Soccorso, la canonica e aveva sfiorato la chiesa. Le persone decedute erano state 109 ed i feriti 250.
Proprio in questi giorni, ho trovato nella canonica della chiesa di Santa Maria un vecchio quaderno appartenuto a Mons. Michele Carlone parroco di Villalvernia durante la II guerra mondiale il quale, nel 1946, venne a Sale come Rettore di Santa Maria.
Il sacerdote aveva ritagliato e incollato sul quaderno molti articoli di giornali tra questi vi erano quelli inerenti al bombardamento che il primo di dicembre del 1944 aveva devastato il paese di Villalvernia.
La lettura di questi articoli mi ha riportato il ricordo di quel tragico avvenimento che aveva tanto turbato la mia mente di bambino.

Egidio Cristoferone

Il Tenente Generale Domenico Carbone, figura illustre di Villalvernia.

Indubbiamente molti che si trovano a transitare da Villalvernia provenendo da Tortona oppure da Serravalle Scrivia attraversano quella che è la via principale del paese intitolata ad un’importante figura storica: Domenico Carbone.
Alla famiglia Carbone appartenne il Ten. Gen. Domenico Carbone.

Entrato nell’Accademia Militare di Torino frequentò brillantemente i Corsi e, in seguito, in occasione delle “Grandi Manovre”, fu alloggiato a Villalvernia dove ebbe modo di conoscere la sig.na Marina Valerio che sposò quando fu promosso Capitano. Successivamente salì tutti i gradi della carriera militare, eseguì ispezioni in Libia e all’apertura delle ostilità con l’Austria, nel 1915, fu promosso Tenente Generale e assegnato quale comandante del Genio alla IIIー Armata alle dipendenze di S.A.R. Emanuele Filiberto Duca d’Aosta.
Al passaggio dell’Isonzo, per il suo eroico comportamento, gli venne conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare, la cui motivazione si legge in un quadro posto all’interno della Chiesetta del Castello di Villalvernia.
Nel 1917, non potendo più sopportare le fatiche della guerra, venne trasferito a Roma, quale Ispettore Generale Territoriale del Genio, dove morì nel 1923.
I funerali si svolsero con tutti gli onori militari e la salma fu tumulata a Villalvernia nella tomba di famiglia.
Si spense così una grande figura di soldato che dedicò la vita al bene della Patria e col suo valore e le sue virtù militari e tecniche meritò varie decorazioni al Valor Civile per azioni eroiche in calamità naturali (terremoti, alluvioni). Fu insignito di alte onorificenze quali: Commendatore dei Santi Maurizio e Lazzaro; Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia; Grande Ufficiale della Corona d’Italia.
Fu stimato e apprezzato da tutti; il suo ritratto si trova a Roma nel museo del Genio.
L’amministrazione Comunale di Villalvernia, per tutti i sui grandi meriti, gli scoperse la targa che da il nome alla Via principale del paese.