L’impianto semaforico a Villalvernia

Ottobre 2003. Da alcuni giorni, chiunque si fosse trovato a transitare lungo la Strada Statale che attraversa il centro abitato di Villalvernia, si sarebbe certamente accorto di qualche cambiamento apportato alla circolazione stradale destinato a regolare meglio il traffico dei veicoli. Fu così che l’Amministrazione Comunale, in allora, decise di installare un sistema d’attraversamento pedonale segnalato con semafori lampeggianti e cartelli luminosi sovrastanti. Questo, in tre diversi punti del tratto cui facevo cenno poc’anzi. Un tratto molto trafficato da sempre, e rischioso, lungo il quale, nel corso degli anni, ci furono anche delle vittime. Ricordiamo il parroco del paese, dieci anni or sono, don Angelo Debenedetti, proprio di fronte alla farmacia; il parroco di Serravalle Scriva, quasi al confine con Cassano Spinola; un’anziana signora, poco oltre l’incrocio per Novi Ligure. Solo per citarne alcuni, ma non tutti. Ad ogni ora del giorno e della notte, nonostante si fosse in centro abitato, quindi col limite dei cinquanta orari, gli automobilisti non erano convinti nel dover moderare la velocità. Probabilmente non bastò l’impianto semaforico lampeggiante ad arginare la velocità eccessiva degli automezzi. Dato che, nei presupposti degli amministratori locali c’è pur sempre quello di prendersi cura della sicurezza – nei suoi diversi aspetti – degli abitanti, andava presa una decisione dopo aver analizzato il problema. Valutando più attentamente, si decise così che un impianto semaforico temporizzato poteva essere una soluzione valida, o perlomeno, che venisse incontro alle esigenze di sicurezza della gente. L’impianto semaforico da installlare era doppio. Uno posto appena prima di svoltare in Via Roma, la strada che porta alle colline; l’altro appena prima della svolta verso Via Valerio, la strada che porta nel centro del paese. La ditta S.C.A.E. di Milano installava l’impianto per poi essere avviato il funzionamento temporizzato dei semafori.
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