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Tratto dal sito ARALDICACIVICA ne riproduciamo un estratto, invitando il visitatore  a cliccare sul link

Comune di Villalvernia (AL)

Informazioni storico/araldiche: Villalvernia è un piccolo Comune di circa 1000 abitanti della provincia di Alessandria; disposto lungo la sponda destra dello Scrivia, la parte più antica si trova sul fianco di un altura mentre le nuove costruzioni si dispongono a forma di anfiteatro lungo l’ex strada statale dei Giovi.

Forse fondata dai liguri prima dell’occupazione romana è riportata come Villa per la prima volta in una bolla papale del 1181. Feudo del vescovo di Tortona risulta, nel 1302, occupata da un presidio tortonese scacciato in quell’anno dalle truppe dell’imperatore Federico Barbarossa in lotta con il Comune di Tortona. Nel 1235 era proprietà, in “consorzio”, di un gruppo di signori, sempre dipendenti dal vescovo, mentre nel 1413 – il tortonese ora dipendeva da Milano – Filippo Maria Visconti ne infeudò il 30 maggio Guglielmo della Tour d’Auvergne (italianizzato in seguito in Alvernia), salvis juribus Mensae Episcopalis Derthonae, alla cui famiglia rimase per i successivi 167 anni e da cui prese il nome (inizialmente come Villa-Alvernia); passò da questa famiglia, per matrimonio, agli Spinola e questi ne ottennero l’elevazione a marchesato dal re di Spagna Filippo IV nel 1653; estintasi anche questa famiglia il feudo fu messo all’asta e acquistato dal maestro di campo Pier Luigi Passalacqua, il quale giurò quale vassallo del Re di Spagna il 22 giugno 1688, al «prezzo di L. 70 al focolare, cento lire per ogni tre lire di annua rendita e di mille lire per il castello al 22 giugno 1688»1 però senza il titolo di marchese, titolo infine riconosciuto, la zona era ora parte dei dominî sabaudi, a Giuseppe Luigi Passalacqua da Vittorio Amedeo III Savoia, il 10 settembre 1735; abolita la feudalità dai francesi il 20 novembre 1819 Matteo Passalacqua comprava la metà dell’attuale castello e altri beni già feudali della Mensa vescovile. La famiglia Passalacqua, da sempre in buoni rapporti con gli abitanti, si estinse con la morte del Maggior Generale Giuseppe, prima medaglia d’oro alla memoria del Risorgimento, caduto il 23 marzo 1849 nella battaglia di Novara e seppellito nell’antica parrocchia del castello. I beni passarono alla vedova marchesa Giuseppina Solaro Delborgo.

Il 1º dicembre del 1944 alle 14:15 la cittadina fu colpita da un intenso bombardamento da parte di una squadra di “fortezze volanti” alleate che distrusse quasi un terzo del paese causando 114 morti e 235 feriti (a Villalvernia erano presenti circa 1150 persone); obiettivo dell’attacco erano gli uffici della Direzione Compartimentale di Genova delle Ferrovie dello Stato, rifugiatisi a Villalvernia e a Spineto Scrivia proprio per sfuggire ai bombardamenti che colpivano il capoluogo ligure. Per questo avvenimento e per la gara di solidarietà e le dimostrazioni di altruismo seguite al fatto Villalvernia è stata insignita della Medaglia d’Argento al Merito Civile, concessa dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’ottobre 2006.

Nella seduta della Commissione Araldica Piemontese del 21 gennaio 1937 venne discussa l’istanza del Comune di Villalvernia di assumere lo stemma dei suoi antichi feudatari, i Passalacqua: d’argento, alla banda di rosso, ed un fiume al naturale in punta; la banda attraversante; col capo d’azzurro. – CIMIERO: un selvaggio tenente una clava colle mani, in atto di battere. – MOTTO: POST TENEBRAS LUCEM. La Commissione viste «Le aspirazioni del Podestà di VILLALVERNIA (il quale interpreta soprattutto i sentimenti degli ex-combattenti del luogo, la cui Sezione si intitola appunto al nome del Generale Giuseppe PASSALACQUA) sono così nobili che non possono che incontrare se non approvazione e lode» espresse parere di massima favorevole ma a condizione che lo stemma non venisse assunto così com’era ma brisato e senza corona marchionale, motto e cimiero. Lo stemma finale fu probabilmente ottenuto unendo gli elementi dell’arme Passalacqua con quelli dello stemma della famiglia marchionale Gritta – anch’essa storicamente legata a Villalvernia – che era: trinciato alla banda d’argento sulla partizione caricata da un granchio di mare di rosso posto nel verso della stessa; sopra d’azzurro alla cometa d’oro posta in palo. Sotto di nero con la campagna di verde. Fu quindi eliminato il capo d’azzurro, probabilmente in quanto all’epoca era già in vigore il Capo del Littorio e il secondo capo sarebbe risultato ridotto in altezza e “sovrabbondante”, il campo d’argento divenne nella parte superiore di nero, con una torre d’argento (simbolo di autonomia), e di sotto di azzurro alla cometa d’oro, in punta fu mantenuto fiume fluttuoso d’argento; lo stemma e il gonfalone – un drappo di bianco, anche se attualmente (2015) il Comune usa un drappo di azzurro – furono concessi con regio decreto del 14 ottobre 1938 e lettere patenti del 4 marzo 1940.

Nota di Giovanni Giovinazzo

[1] Storia locale. VILLALVERNIA in breve…

Documenti di archivio
Archivio di Stato di Torino, Commissione Araldica Piemontese, mazzo 7 (relazioni 1925-194…)

Sitografia
Storia locale. VILLALVERNIA in breve…, https://villalvernia.wordpress.com/villalvernia-per-dire/storia-locale/, consultato il 18 dicembre 2015
Famiglie notabili: GRITTA, https://villalvernia.wordpress.com/2009/01/02/famiglie-notabili-gritta-2/, consultato il 12 gennaio 2016
Cenni storici, http://www.comune.villalvernia.al.it/ComStoria.asp, consultato il 18 dicembre 2015
Scheda nr. 4 Località: Villalvernia in Guida ai Luoghi della Memoria in provincia di Alessandria. Il Novese, http://www.isral.it/web/web/storiedel900/luoghi_schede/novi04_villalvernia.pdf, consultato il 18 dicembre 2015

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