Un ricordo del 1° dicembre 1944

TESTIMONIANZA DELLA MAESTRA RAIMONDA CORANA

Venerdì, 1°dicembre 1944, alle ore 14, gli alunni della classe seconda elementare di Villalvernia entrano tranquillamente nella loro aula, situata al piano terreno della casa canonica, in via Roma n°14. L’aula è inondata dai dolci e tiepidi raggi del sole autunnale ed essi, felici, prendono posto nei loro banchi e si affrettano a estrarre dalle cartelle i libri di lettura. Un alunno premuroso incomincia a leggere con voce limpida e argentina, ma ben presto si arresta, perché disturbato dal rombo assordante dei sei quadrimotori che stanno sorvolando il paese. Tutti i fanciulli ammutoliscono e attendono fiduciosi che gli apparecchi si allontanino, ma purtroppo non è così. All’improvviso, nelle vicinanze della scuola, cadono le prime bombe. La terra sussulta, i vetri si infrangano, le case colpite si sventrano o crollano. Una polvere nera e leggera penetra e si diffonde nell’aula avvolgendo ogni cosa; insieme alla polvere entrano schegge di bombe impazzite che terrorizzano e colpiscono i bimbi che un attimo prima sorridevano alla vita. Il sangue che esce dalle ferite schizza sui grembiuli, sui banchi, sul pavimento, qua e là sulle pareti.

L’alunno Francesco Ratti, colpito alla testa, rimane fermo nel suo banco, morto. L’alunno Vittorio Francesco Sicbaldi ha una gamba amputata da una scheggia e l’altra gamba gravemente ferita. Perde continuamente sangue e viene trasportato all’ospedale di Tortona.Il giorno successivo muore. Anche gli altri alunni sono feriti, sia pure in modo meno preoccupante. Appena udito lo scoppio delle bombe i genitori degli alunni si precipitano a scuola per riprendersi i loro figli. Essi sono sconvolti dal dolore anche se non sanno che la tragedia non è ancora finita. Dopo un intervallo di dieci minuti circa, altri “ bombardieri” infatti sorvolano il paese, e il massacro dei bimbi innocenti continua.

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