Villalvernia ed il suo toponimo

Da Carlo Magno in poi, i legami fra l’Italia Nord-Occidentale e la Francia si rafforzarono fino al sopravvento della Repubblica di Genova, che dominò la zona fino al 1797 (anno del trattato di Campoformio). L’esistenza di una significativa cultura provenzale e occitana in Fraschéta è testimoniata dalla presenza, ancora oggi, di alcune famiglie di origine franca (Bajardi, Bailo, Bonelli, Botto, Bovone, Chenna, Daudo, Ghiglione, Guasco, Malovini, Percivale/Persivale, Robino, Rolando, ecc.) e da Villalvernia, località a dieci chilometri a nord est di Novi, che deriva il toponimo da “città dell’Alvernia”, assegnato dal capitano di ventura alverniese Guglielmo de la Tour, cui Filippo Maria Visconti, duca di Milano, nel 1413 concesse in feudo quello che era ancora un piccolo villaggio. E’ pertanto da condividere la tesi di Elena Papa, coautrice del Dizionario dei Nomi Geografici Italiani della UTET, che vuole il toponimo Villalvernia legato ad un qualcosa di estraneo alla tradizione locale e, specificatamente, quando afferma che “ …non ci sono documenti su cui basarsi per avallare la spiegazione che, escludendo qualsiasi riferimento all’Alvernia francese (dal nome etnico dei Galli Arverni), propone un tipo “alla verna”, od un’espressione affine, successivamente fraintesa e, quindi, alterata”. Appare più probabile una progressiva migrazione dalla Francia Occidentale verso l’Italia a partire dal 1203, anno in cui l’Aquitania fu annessa alla corona d’Inghilterra, per poi tornare alla Francia nel 1453, una volta finita la guerra dei cent’anni. L’alverniese Guglielmo de la Tour, nel XV secolo, scelse proprio quel piccolo borgo ligure tra Novi e Tortona, per fondarvi Villalvernia e raccogliere, in una sorta di riserva protetta dal Visconti, i Guasconi, gli Alverniesi ed i Bretoni già residenti nella piana di Marengo oltre naturalmente, a quelli del suo seguito. Forse si rese conto che i Templari avevano lasciato il segno nella zona e c’era aria di casa per lui dalle parti di Alessandria.

Tratto da “L’ENIGMA DEI NOVE CASTELLI” di Andrea Guenna

La copertina del libro

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Pubblicato il 30 ottobre 2010 su Storia locale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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