Le parole del Sindaco alle esequie funebri di don Giuseppe Delorenzi

Saluto e ringrazio per la presenza i colleghi amministratori che sono venuti fin qui per partecipare insieme a noi a questo triste momento di più comunità parrocchiali unite dal dolore.
Anzitutto, credo sia giusto e doveroso dire un grosso grazie al nostro don Giuseppe per tutto quello che ha fatto per Villalvernia. E perché no, per Carezzano, Castellar Ponzano, Castellania, Cornigliasca, Paderna e per quante altre parrocchie ha prestato il suo servizio sacerdotale. Noi in questo momento non possiamo che unirci al profondo cordoglio dei famigliari per la dipartita del caro don Giuseppe.
Ho conosciuto abbastanza bene don Giuseppe Delorenzi in tutti questi anni durante i quali ha svolto la sua missione qui da noi. Arrivò a Villalvernia che era il 22 gennaio 1994 quando don Carlo Gomarasca era andato a Tortona ed il suo successore, don Angelo Debenedetti, aveva avuto poco tempo per rimanere con noi, infatti un incidente mortale gli tolse la vita.
E venne don Giuseppe. Venne con la convinzione di fare. Per la chiesa fatta di muri e per quella fatta di persone.
Ci incontravamo più volte e parlavamo del paese. Si prese a cuore Villalvernia come di tanti altri paesi che ho appena menzionato.
Era un intraprendente lui.
A lui piaceva che la gente gli desse una mano, trovò tanti volontari che si misero assieme ed arricchirono la nostra chiesa di nuova luce ridando l’aspetto originale a queste mura. Non ultimo l’impianto di riscaldamento, sempre coi volontari.
Voleva dire tanto risparmiare per avere soldi da fare altri lavori ancora.
E don Giuseppe non voleva fermarsi, aveva ancora grandi progetti da realizzare!
Don Giuseppe era un sacerdote con le sue qualità: una persona semplice, ricordo che amava parlare in dialetto del suo paese, profondo appassionato di ciclismo, era ingegnoso, laborioso e studioso dei Sacri Libri.
Chiunque di noi qui presente oggi credo che conserverà di lui un ricordo o più ricordi, di quelli da portare nel nostro bagaglio della memoria.
Don Giuseppe rimarrà nel nostro cuore nel cuore di tutti noi.
Proprio perché ogni persona che incontriamo lascia una traccia nella nostra vita, per esempio i nostri genitori, i sacerdoti, e tutti coloro che aggiungono qualcosa di positivo al nostro essere persone.
“La malattia l’ha sconfitto”.
Lasciatemi la convinzione che ho di un Don Giusepppe che ha percorso la sua Via Crucis nel silenzio e nella riflessione, nella contemplazione e nella preghiera, nel canto e nella lode del Signore.
La nostra parrocchia, la nostra comunità è riconoscente per questo dono avuto per 15 anni, dal 1994 sino ad oggi.
Il funerale di oggi rappresenta anche una grande testimonianza di affetto da parte di chi ha voluto esserLe vicino caro don Giuseppe anche nell’estremo saluto, siamo tutti qui per questo e la nostra è una partecipazione davvero sentita.

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Pubblicato il 31 luglio 2009 su Arcipreti, Eventi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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