Villalvernia e la Comunità Collinare – la genesi –

Quando nacque la Comunità Collinare “Colli Tortonesi” si presentava così:

Sede: Villaromagnano
Data di costituzione: 30.12.2000
Popolazione 1991: 13627


Comuni: Carbonara Scrivia, Volpedo, Sarezzano, Sant’Agata
Fossili, Villavernia, Viguzzolo, Sardigliano, Volpeglino, Berzano di Tortona, Gavazzana, Cassano Spinola, Carezzano, Casalnoceto, Spineto Scrivia, Castellar Guidobono, Paderna, Villaromagnano

Funzioni gestite in forma associata:
Promozione e gestione del territorio; Manutenzione della viabilità; Organizzazione di interventi di ripristino e recupero ambientale; Organizzazione e gestione del servizio di polizia urbana e rurale; Gestione del servizio di protezione civile; Valorizzazione e tutela dell’organizzazione scolastica locale; Organizzazione e gestione del servizio di trasporto locale; Promozione dell’attività ricettivo turistica; Salvaguardia e valorizzazione delle arti, tradizioni popolari e prodotti tipici; Promozione e realizzazione di strutture e servizi sociali per anziani; gestione di funzioni e servizi amministrativi comunali.

Proponiamo l’articolo uscito in allora sul settimanale “Settegiorni” come presentazione della nuova Comunità Collinare

Nasce la Comunità Collinare denominata “Colli tortonesi”

La nascita della prima comunità collinare in Piemonte, denominata “Colli Tortonesi” è una notizia che suscita ottimismo. In un momento in cui tutti tendono alla frammentazione e all’individualismo, il fatto che quindici comuni di un territorio si uniscano approvando un unico statuto e si impegnino, ciascuno con le proprie risorse e capacità, per il bene della popolazione e per la tutela e lo sviluppo dell’economia collinare, è segno forte di responsabilità, di senso solidale e di progettualità amministrativa. Il territorio è in parte collinare e in parte di pianura ed è ricco di bellezze naturali, di tesori d’arte poco conosciuti e valorizzati e di prodotti agricoli di prim’ordine. Nella zona stanno sorgendo aziende di agriturismo, attività artigianali, associazioni di volontariato. La coesione di tante piccole forze riceverà certamente un aiuto notevole dalla legge regionale da poco approvata. Nel suo primo articolo la legge recita testualmente: “La Regione Piemonte promuove la salvaguardia delle zone collinari marginali con particolare attenzione all’ambiente naturale, alla valorizzazione delle risorse umane e delle attività economiche, alla tutela, al recupero e alla valorizzazione delle tradizioni storiche, culturali e religiose”. Il quotidiano “Il Sole – 24 ore” del 3 settembre scorso, pubblicando il decreto del Ministero dell’Interno concernente il regolamento per l’utilizzo dei fondi disponibili per il finanziamento delle procedure e fusione dei comuni, titolava cosi”: “In dote 78 miliardi per le unioni di comuni”. La cifra stanziata, si spiegava nell’articolo, era suddivisa in tre parti tra il 1999, il 2000 e il 2001. Marino Massaro illustrando il decreto terminava il suo scritto con queste parole: “La linea dell’associazionismo è efficacia ai servizi”.
Lo statuto che è stato concordato e sarà firmato tra breve dai quindici comuni prevede, per quanto riguarda le politiche per il territorio, interventi per la sistemazione idrogeologica e forestale, opere di manutenzione ambientale, interventi per il sostegno di colture non tradizionali, incentivi per l’insediamento nelle zone collinari, funzionalità nei trasporti. Per quanto riguarda l’economia, interventi per la ricomposizione fondiaria e per i giovani agricoltori, per i prodotti tipici, per il sostegno alle imprese, per l’occupazione, per il turismo rurale, per l’artigianato e i mestieri tradizionali. Per la promozione dei servizi sociali, la valorizzazione della cultura locale, il servizio scolastico e infine interventi socio-assistenziali.
Tra le prime attività unitarie che con ogni probabilità i quindici comuni intenderanno effettuare, appena gli organi di governo saranno eletti (consiglio di 21 membri, presidente della comunità collinare e giunta di 6 membri) è quella di unire in un unico servizio, suddiviso per valli o territori omogenei, l’operato dei vigili urbani: si potrà così offrire alla popolazione un controllo maggiore del territorio, anche nelle ore notturne, venendo incontro ad un’esigenza dei cittadini sempre più diffusa ed avvertita. La sede dell’unione è stata stabilita presso il comune di Villaromagnano.

A distanza di alcuni anni dalla sua nascita, la Comunità Collinare vede mancare dall’elenco iniziale alcuni Comuni come: Sant’Agata Fossili, Volpeglino, Berzano di Tortona, Cassano Spinola, Casalnoceto, e Viguzzolo con Castellar Guidobono usciti negli ultimi tempi.
Rimandiamo comunque al sito www.unionecollitortonesi.al.it per maggiori dettagli.

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Pubblicato il 2 giugno 2008 su Comunità Collinare "Colli Tortonesi". Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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