Villalvernia ed il gioco del calcio®

Villalvernia ed il gioco del calcio: un binomio inscindibile. Così vien da dire, di prima battuta. Quando il calcio approdò a Villalvernia, il Genoa aveva già vinto tutti i suoi scudetti, la Juventus stava avviandosi a vincerli e la nostra Nazionale iniziava a percorrere il cammino che l’avrebbe portata, pochi anni dopo,
al titolo mondiale. Altri tempi, bei tempi. Forse quella era l’epoca pionieristica del calcio e l’arte pedatoria non era un business come lo è oggi. A Villalvernia si viveva lontano dai grandi vertici, che all’epoca coincidevano con le grandi metropoli, anche se solo pochi anni prima lo scudetto si era fermato a Novi Ligure (seppure al termine di un campionato alquanto anomalo) e anche se il Derthona aveva
recentemente soggiornato in serie B. La storia dell’Alvernia (questo era il nome della squadra locale)
non si snoda attraverso i tornei, che allora erano riservati alle squadre maggiori, ma attraverso una serie di sfide strapaesane, che si svolgevano per lo più in occasione delle feste patronali, che segnavano in allora, un poco il corso dell’estate e del primo autunno dalle nostre parti. Dopo il tradizionale pranzo
coi parenti, culmine di un giorno di abbondanza, strappate alla quotidiana miseria, ed in attesa di una serata di balli contadini, nel pomeriggio diventò tradizione fare il tifo per la propria squadra, impegnata in un “derby “ con quella del paese vicino, in quello strano gioco consistente nel rincorrere un pallone che
aveva ormai conquistato anche la gente contadina della valle Scrivia. Non ci soffermiamo a raccontare di sfide sostenute dalla squadra di Villalvernia in anni ormai lontani di cui neppure lo scrivente, per ragioni anagrafiche non ne può conservare il ricordo, ed anche i più longevi ricordano ormai solo con episodi frammentari. Gli incontri si svolgevano su terreni agricoli poco produttivi, ghiaiosi, situati quasi sempre in prossimità del torrente Scrivia, concessi gratuitamente o per poche lire di affitto da qualche contadino compiacente ed appassionato. Il loro utilizzo era possibile solo dopo un lungo e duro lavoro di bonifica, alleggerito solo dalla prospettiva di poter finalmente disporre di un luogo dove esercitare la propria passione calcistica.
Giornate e giornate di fatica per sgomberare il fondo dai sassi che, raccolti uno ad uno nei secchielli, venivano portati fuori dal campo su di un carro agricolo o, molto spesso, a braccia.
Era poi necessario raggiungere un accettabile livellamento del fondo. Per questo, dopo una prima passata con l’erpice a dischi ed un accurato lavoro fatto a mano con i rastrelli, si provvedeva a rendere il fondo agibile facendo rotolare alcuni “tubi” di cemento, usati nelle vigne per la preparazione dell’acqua di verderame.
Il grave handicap di questi campi da gioco era la loro precarietà. Bastava, infatti, una esondazione del fiume più invadente del solito che il campo veniva spesso ricoperto di fango e di sassi o, addirittura, veniva spazzato via. Così come bastavano le proteste dei proprietari dei terreni confinanti, poco disposti ad accettare gli inevitabili sconfinamenti degli spettatori o dei giocatori stessi, che il proprietario del campo, suo malgrado, si trovava costretto a ritirare la concessione.
Ciò significava dover ricominciare il lavoro precedente, dopo aver individuato un’altra località ritenuta idonea al caso. Ci furono, nel corso degli anni, sfide storiche con avversari ostici e l’Alvernia seppe
sempre farsi onore sul campo. Furono gli anni gloriosi degli indimenticabili tornei estivi puntualmente organizzati da un gruppo di appassionati del Comune di Paderna – (comune anch’esso ricco di tradizione calcistica) – denominati “Tornei della Valle Scrivia” perché potevano contare sulla partecipazione dei comuni situati sulle colline che fanno da cornice alla valle nella quale scorre questo torrente.
Paderna, Villalvernia, Spineto Scrivia, Carbonara, Villaromagnano, Cassano Spinola, Cerreto Stazzano/Albarasca, nelle domeniche dei mesi di giugno, luglio e agosto, diventavano luoghi di ritrovo per indimenticabili incontri, durante i quali emergevano passioni sportive, molto spesso mescolate anche a storiche rivalse di carattere campanilistico.
La preparazione della formazione della squadra per l’incontro della domenica successiva era motivo di accese discussioni, di vivaci scambi di opinioni, di circostanziate valutazioni che tenevano occupate, per tutta la settimana, le serate sulla piazza della chiesa, nel bar di Rita e Ugo, ritrovo prescelto dei giovani di allora. Il campo da gioco era sempre nella parte bassa del paese, ma in un’altra posizione rispetto a parecchi anni prima. Per arrivarci occorreva imboccare la strada cosiddetta “del Mulino”, sempre verso lo Scrivia, accanto ad una roggia. Villalvernia, per alcuni anni ebbe addirittura due squadre: l’Alvernia e la Virtus. Per l’occasione, si faceva campagna acquisti e vetrina di fuoriclasse locali e del circondario.
In quel campo sportivo di allora siamo passati un po’ tutti noi giovani, vogliosi di emulare gli assi della massima categoria. Non vi erano i lampioni ad illuminare il campo da gioco ed allora si giocava sino a che l’oscurità della sera non ci avvolgeva. In paese, tanta era la passione e la voglia di “dar calci al pallone”
che ci si ritrovava anche sulla piazza del Municipio. La stessa piazza, inoltre, opportunamente illuminata, venne anche scelta quale campo da gioco per la disputa di animati tornei notturni di calcetto, sponsorizzati dai bar presenti nel paese, e per la disputa di un interessante torneo notturno di pallacanestro, al quale aderirono anche squadre impegnate in campionato. Altri tempi! Quanti vetri rotti delle vicine aule scolastiche…troppo vicine. Venne poi il periodo in cui “il troppo era troppo” e sulla facciata del Comune fu applicata una targa con su scritto: “VIETATO IL GIOCO DEL PALLONE”. Voleva dire che quel posto non era più gradito, bisognava traslocare altrove. Tutto, ma mai rinunciare a dar calci ad un pallone. Negli anni ’80 un nuovo campo sportivo, accanto al cimitero, quello attuale. Sempre in quegli anni, grazie alla buona volontà di alcuni appassionati, nacque l’idea di iniziare con una squadra di calcio che portasse il nome di Villalvernia. L’avventura cominciò dalla Terza Categoria.
Poi…nel maggio 2003
L’A.C. Villalvernia per la prima volta promosso in Prima Categoria
Di quell’evento rimangono alcuni frammenti, immagini fisse nella memoria di chi visse quelle emozioni.Il Sindaco di Villalvernia, Giovanni Carrea, che consegna nelle mani del Presidente della società sportiva, Lorenzo Sterpi, una targa dell’Amministrazione comunale come riconoscimento alla recente promozione, avvenuta proprio nell’anno in cui ricorre il ventennale dalla nascita della Società.
Suggestiva la foto col “gruppone” composto da prima squadra e settore giovanile al gran completo, con alle spalle i fumogeni giallo-blu come i colori sociali della Polisportiva Villalvernia.

Infine, una bella sorpresa, anzi un’ottima idea: la presenza di tre “vecchie glorie”, campioni di un tempo, quando a calcio si giocava su di un campo vicino allo Scrivia, si tratta di Giuseppe Ratti, classe 1923; Pietro Carrega, classe 1927; Battista Carega, classe 1924; componenti di una squadra e di un calcio d’altri tempi. A loro, tre giovani atleti d’oggi, consegnarono la maglia della prima squadra.

Negli anni novanta, i giovani del paese ebbero pure l’iniziativa di dar vita ad una seconda squadra di calcio, stavolta a livello amatoriale: fu chiamata REAL VILLA. A ripensarci oggi, fu quella un’esperienza che durò per un breve periodo di qualche anno, poi si perse nel nulla. Segno evidente che anche nel condurre una certa attività sportiva, ci vuole impegno e perseveranza. Oggi, il nostro piccolo paese ha strutture sportive adeguate alle sue dimensioni, sicuramente più di quante non ve ne siano state guardando a ritroso negli anni. Va comunque riconosciuto il giusto merito alle Amministrazioni locali che si sono succedute negli anni alla conduzione dell’Ente Locale, dimostrando di avere sempre a cuore la creazione di spazi adeguati per la pratica sportiva.

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Pubblicato il 3 febbraio 2008 su Calcio locale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Come posso recuperare copia delle fotografie pubblicate sull’ Articolo “Villalvernia ed il gioco del calcio”? Grazie!

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