19 maggio 2007: l’intervento di Francesco Capelletti

RELAZIONE STORICA PER LA MANIFESTAZIONE -19 MAGGIO 2007
Dr. Francesco Capelletti

“E’ sempre molto difficile il tentativo di arrivare ad una ricostruzione storica autentica di quanto accadde alle ore 14 di quel primo dicembre 1944.
L’impossibilità, sino ad oggi, di avvalerci di documenti storici certi, costringe ad avanzare solo alcune ipotesi sulle cause che determinarono la scelta, da parte degli alleati, di bombardare questo paese.
Le dinamiche, poi, degli avvenimenti che segnarono quel triste giorno, si possono ricavare dalle testimonianze dirette dei sopravvissuti, come abbiamo ascoltato poc’anzi.
Alcune di queste testimonianze, peraltro molto commoventi, si possono leggere nel volumetto predisposto dal nostro parroco don Giuseppe De Lorenzi.
Molte altre testimonianze si possono ascoltare nel programma televisivo, curato dal regista della Rai Carlo Massa nel 1979.
Conosciamo vicende molto tristi accadute in molte località d’Italia e legate all’ultimo conflitto mondiale. Quasi tutte, pur nella loro crudele assurdità, ebbero comunque una causa, una motivazione:
– Bombardamenti di aree ritenute strategiche
– Drammatici e crudeli atti di rappresaglia su popolazioni inermi, perpetrati per vendicare uccisioni di militari tedeschi
– Attacchi diretti, rivolti a disperdere ed annientare brigate partigiane impegnate nella lotta per la liberazione.
Nel caso di Villalvernia, proprio la mancanza di documenti ufficiali, accresce la convinzione di quanto fossero state deboli, a livello strategico e militare, le motivazioni che determinarono questa scelta da parte delle truppe alleate.
Accanto all’ipotesi, secondo la quale pare che a Villalvernia i tedeschi, all’insaputa degli abitanti, avessero impiantato un apparecchio radio in comunicazione diretta con con Verona e Berlino, esiste una seconda ipotesi, quella ormai più accreditata, che la causa principale sia stata la presenza a Villalvernia, degli Uffici del Movimento, del Commerciale, dei Lavori e della Trazione, appartenenti alla Direzione Compartimentale di Genova delle Ferrovie dello Stato.
Ad avvalorare questa ipotesi esiste una testimonianza secondo la quale, nel periodo che andò dal 15 al 25 novembre 1944, il giornale radio delle 13 diffuse alcuni comunicati del Generale Kesserling, in uno dei quali si affermava il riconoscimento alla Direzione Generale della Ferrovie dello Stato, ed in particolare del Compartimento di Genova, allora trasferito a Villalvernia, per essere riuscito, malgrado infinite difficoltà, ad alimentare il materiale necessario per il consolidamento della linea gotica.
Dopo questi comunicati passò poco tempo e si incominciò a sentire, sistematicamente, il rumore caratteristico del ricognitore. E questo si ripetè per alcuni giorni. E’ chiaro che nessuno pensava che si stesse preparando quel terribile bombardamento. Al momento del bombardamento erano presenti a Villalvernia circa 1.250 persone:
800 abitanti – 350 sfollati – 100 ferrovieri.
Il bilancio delle vittime –(114 in tutto, fra queste anche alcuni abitanti di Castellar Ponzano)- oltre ai 235 feriti, può essere così suddiviso:
60% alla popolazione – 10% agli sfollati – 30% ai ferrovieri.
Noi oggi non siamo qui per individuare cause, rievocare conseguenze, ricercare responsabilità, ma per rinvigorire una precisa volontà, quella di non dimenticare quei tristi momenti. La storia è piena di fatti terribili e tragici, ma anche di episodi che suscitano profondi sentimenti umani. E un domani migliore si costruisce su questi ricordi e si alimenta di questi sentimenti. Forse per l’umiltà contadina della gente di Villalvernia, che preferì il proprio dolore silenzioso ai riconoscimenti pubblici, il sacrificio di queste persone non fu mai consacrato in atti ufficiali.
Ora, però, che molto tempo è passato, si è ritenuto che questa pagina di dolore, ma anche di eroismo e di carità, fosse riconosciuta ufficialmente dallo Stato, affinché non si perdesse mai, presso le generazioni future, la memoria di questo giorno.”
La medaglia d’argento al merito civile, che oggi viene consegnata alla popolazione di Villalvernia, la uniamo alla medaglia d’argento al valore civile che, nell’ottobre del 1947, venne assegnata alla memoria a don Pierino Bonaventura, caduto quel giorno nell’adempimento del proprio dovere.
Crediamo sia doveroso, inoltre, estenderla idealmente anche ai sacerdoti dell’Opera della Divina Provvidenza di Don Orione ed agli abitanti di tutti i comuni limitrofi che, con assoluta abnegazione ed in modo encomiabile, si prodigarono nell’opera di soccorso e di ricostruzione.”

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Pubblicato il 26 gennaio 2008 su Medaglia d'Argento Merito Civile. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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