I villalverniesi e “La campagna di Russia”

Andando indietro con la memoria, molti paesi della nostra provincia videro partire numerosi soldati per la Campagna di Russia, in particolare della nostra zona: Carezzano, Spineto Scrivia, Paderna, Bettole di Pozzolo, Cassano Spinola, Vargo di Stazzano, Villaromagnano, Carbonara. Anche Villalvenia diede il suo contributo in materiale umano. Proprio il 23 giugno del 1942, da Racconigi, si trovarono a partire, per quella che fu definita “la campagna di Russia”, gli uomini del 30° fanteria, 5° battaglione camicie nere Valle Scrivia, Divisione Ravenna; come regola, ad ogni divisione era assegnato un battaglione di camicie nere. Il lungo viaggio verso la Russia avvenne con il treno. I villalverniesi partiti per la Russia furono parecchi: Corbellino Carlo, sergente; Maggiorana Ettore; Persi Igino; Cassulo Vincenzo, ferito al ventre l’undici settembre del 1942; Marucchi Domenico; Milanese Clemente; Persi Giovanni, dell’artiglieria alpina cuneense, non fece più ritorno e fu considerato disperso; Magazzini Carlo, Gaggero Ignazio e Timo Angelo. In Russia, il luogo di raccolta delle truppe italiane dell’A.R.M.I.R. si chiamava Marefa, là si ritrovarono tutti. I nostri compatrioti, per tutto il tempo che dovettero rimanere là a combattere, l’unico modo di comunicare con l’Italia era costituito dalla posta militare 20, null’altro. I combattimenti furono talvolta sanguinosi fino ad arrivare sulle rive del fiume Don, dove gli italiani furono respinti dai russi e fu impartito ordine di ripiegamento. L’undici marzo del 1943 il ritorno dalla Russia, tutti al campo contumaciale di San Lazzaro a Bologna, dove stettero per quaranta giorni a guarire da eventuali malattie e per le cure in genere. Da lì ognuno potè fare ritorno alla propria casa. A distanza di molti anni, non dimentichiamo quanti, provenienti dai nostri paesi, non ebbero la fortuna di tornare da quella disperata impresa, ma abbiamo il dovere di ricordare quanti invece fecero ritorno e magari sono ancora qui insieme con noi, tutti quanti sicuramente fecero del loro meglio, in terra straniera, per tenere alta la bandiera dell’Italia. Non dimentichiamolo.

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Pubblicato il 20 dicembre 2007 su Storia locale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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