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Intitolazione di una nuova piazza comunale ad Adriano Sicbaldi
La Giunta Comunale, con deliberazione n.44 del 17/07/2009, ha ritenuto di dar corso alle procedure per l’intitolazione di una nuova piazza comunale in fase di ultimazione e situata nelle immediate vicinanze della sede municipale. Dato atto che il Sindaco si è fatto propositore presso la Giunta di intitolare la nuova piazza al prof. Adriano Sicbaldi nato ad Adria il 2 febbraio 1911 e deceduto a Torino il 27 febbraio 2007, cittadino onorario di Villalvernia dal settembre 2000 con la seguente motivazione: « Per il lustro che con il suo riconosciuto valore d’artista e docente accademico ha dato e continua a dare al paese, sede dei suoi soggiorni estivi e per il sincero attaccamento alla comunità ed ai luoghi villalverniesi che ha saputo esprimere attraverso la sua arte e la generosa disponibilità » e per le ragioni sinteticamente allegate in delibera relative alla vita e le opere dell’artista, la Giunta ha deliberato di intitolare la nuova piazza comunale, in via di ultimazione, adiacente al Palazzo Comunale e confinante con la Casa Canonica e la sede della P.A. Croce Verde, al Prof. Adriano Sicbaldi. Ai sensi dell’art. 4 Legge 23/6/27 n. 1188 è richiesta la deroga al divieto previsto dagli artt. 2 e 3 della stessa in quanto il Prof. Adriano Sicbaldi è deceduto da meno di dieci anni. Ad avvenuta approvazione della delibera da parte delle competenti autorità verrà apposta la relativa targa di denominazione.
Villa architettonica
VILLA ARCHITETTONICA
Colori e forme delle case del nostro paese
Per chi viaggia sulla Statale di Genova, l’apparizione delle case di Villalvernia ritte l’una sull’altra sul pezzo di collina che dà l’avvio alle morbide e pittoresche ondulazioni che conducono all’Appennino, offre uno spettacolo quanto mai gradevole, seppure non insolito nel meraviglioso paesaggio italiano, dove città e paesi costruiti a gradinata sono innumerevoli, per la natura stessa del terreno.
Uno spettacolo che fa pensare a quelle scenografie quasi fiabesche inventate dai fantasiosi pittori del 1400 per gli sfondi dei loro quadri o da più moderni autori di opere teatrali per ambientare le loro creazioni. Gli oscuri capimastri del passato dovevano possedere un ben fondato gusto a questo riguardo; sapevano dare alle loro pur modeste costruzioni una impronta di nobiltà con un perfetto ritmo di proporzioni, con un sapiente dosaggio delle decorazioni e del colore, sì da ottenere una amalgama naturale fra lo stile delle loro case e quello dei periodi precedenti.
E’ un paesaggio italiano, dunque, quello che ci appare, con una certa impronta di Liguria in qualche facciata, dipinta a colori vivaci, secondo il carattere tipico dei palazzi liguri, con un po’ di Toscana nei tetti di classici coppi, picchiettati di patina variata fra il bianco calcinoso ed il grigio fumoso, ed in certi muri alternati di mattoni e di pietre azzurro verdoline.
Nelle giornate di sole spiccano le linee secche dei contorni, e le ombre trasparenti giocano accendendo le superfici illuminate di vivo colore.
Sull’alto, la bianca mole del castello; di linee neoclassiche, contornata di belle piante, imponenti, insieme al vicino campaniletto della Cappella settecentesca, di rossi mattoni, ed al piccolo borgo “di dentro”, l’antico nucleo di Villa, già recinto di mura, contribuiscono a dare una fisionomia “storica all’insieme. Sotto, lo schieramento di case in un movimento incrociarsi di verticali ed orizzontali di facciate, di terrazze, di tetti, come in parata, con pause, qua e là, di vegetazione, frutti, fiori, cascate di vite vergine o edera. La grande cupola rossa della Chiesa Parrocchiale completa il quadro, dominando, con il suo elegante campanile, la parte pianeggiante del paese.
Ecco l’aspetto, a grandi linee, della veduta panoramica di Villalvernia.
Ma addentriamoci fra le case. Scopriremo una varietà di scorci uno più interessante dell’altro; tra la via Cavour, la salita Fontana, Via Vittorio Emanuele, si avvicendano prospettive insolite, con quelle irregolarità e bizzarrie che, non ricercate, non volute, sono un po’ la nota caratteristica delle cosiddette architetture spontanee, dov’è più facile trovare i segni della fantasia italiana.
Si dirà, forse, che ogni paese ha queste caratteristiche.
Ma non è così. Ci sono molte differenze. Forse è questione di fortuna, forse è questione di gusto; in quest’ultimo caso il merito è dei cittadini. Per chi ama la campagna, ancor più interessante è il paesaggio che si sviluppa al di là delle case in direzione di Carezzano, Paderna e S. Agata. Qui vediamo muoversi colli e campi striati di vigneti dai filari perfettamente allineati, macchiati a toppe dal giallo dorato dei campi arati (o del grano maturo, quando è la sua epoca), dal verde tenero dell’erba medica o dal verde scuro dei boschetti di querce e di robinie. Altri gruppi di case spiccano sulle alture, gruppi compatti come fortilizi, ciascuno col suo campanile aguzzo ed i suoi tetti rossi, Torre Sterpi, Spineto, Podigliano, le torri di S. Alosio. L’orizzonte si anima di pennellate irreqiuete.
E di lassù altri panorami si schiudono verso nuovi colli, nuove macchie di verde, di ocra, di vigneti. E’ un paesaggio di serena bellezza che può essere considerato fra i più belli del Piemonte, e non solo del Piemonte.
Come non rivolgere un pensiero al contadino che, col suo duro lavoro, contribuisce alla esaltazione di questa terra fecondandola materialmente e spiritualmente? Egli, con la sua opera preziosa, col suo amore, plasma, abbellisce ed umanizza questa terra, che poi, a sua volta, restituisce, come in segno di riconoscenza, ricche spighe, rosse pannocchie, bei grappoli da trasformare in puro nettare.
Adriano Sicbaldi (da lui scritto nel 1982)
Capitano Dott. CARLO PERSI
Da “il popolo” del 22 ottobre 1916
Capitano Dott. CARLO PERSI
d’anni 34 – di Villalvernia
caduto gloriosamente sul S. Michele
il 9 Agosto.
Alla voce della patria in armi era venuto dall’America ove già gli sorrideva un avvenire di ricchezza e di felicità.
Partito pel fronte e dopo aver preso parte alla conquista di molte posizioni nemiche, immolava eroicamente la sua giovine esistenza sulla soglia di Gorizia.
Per dare esempio ai suoi soldati ed animarli all’attacco, balzò fuori pel primo dalla trincea gridando: avanti! Una palla subito lo colpiva alla tsta e cadde fulminato.
La notizia fu appresa con grande costernazione dai parenti, amici ed ammiratori confortati però dal pensiero di una morte così gloriosa che tanto onora la patria ed il suo paese.
Il 9 ottobre ebbero luogo solenni onoranze funebri in suffragio della sua bell’anima.
Presenziarono: il R.do Clero viciniore ed il Can. Grassi: il Municipio al completo: i RR. Carabinieri. Abbellivano il grandioso catafalco la corona deposta dal Cav. Bogliolo e degli amici.
Aggiunse decoro alla funebre ricordanza la Messa diretta dal Maestro Tosini con cantori di Castellar Ponzano e con orchestra del Maestro Agostino Bianchi.
La famiglia ed i parenti del glorioso Estinto ringraziano sentitamente tutti gli’intervenuti con riconoscenza.
Vie del paese
Il 18 maggio 1948, il Sindaco di Villalvernia, Ratti Giuseppe, rendeva noto che la
Via VittorioEmanuele II°, limitatamente al tratto che va dalla Via Domenico Carbone alla Piazza Carlo Alberto (piazza della Chiesa), mutava in Via “ALBERTO VALERIO”, rimanendo inalterata la intitolazione a Vittorio Emanuele II° il rimanente tratto della via stessa, in conformità a deliberazione Consigliare del 14 luglio 1946, superiormente approvata.Con tale provvedimento adottato con voti unanimi, il Consiglio Comunale, volle dare un tangibile e pubblico riconoscimento alla Distinta Famiglia Valerio che,in un momento così grave per Villalvernia dopo le distruzioni operate dal bombardamento aereo del I° Dicembre 1944, con alto senso di solidarietà umana e comprensione in un momento così grave, donava al Comune di Villalvernia il terreno per edificare la Casa destinata a dare una decente abitazione ai rimasti senza tetto e volle significare altresì il ricordo nel tempo delle alte virtù di Alberto Valerio, già Sindaco di Villalvernia, cittadino integerrimo e stimato dall’intera popolazione per la sua probità, onestà, rettitudine e benevolenza.Via Roma – Via Venti Settembre – Via dell’Orto
Il 19 settembre 1931, il Podestà del Comune di Villalvernia, decideva di sostituire le targhe della Via Venti Settembre con atre due Targhe portanti la dicitura “VIA ROMA”. Non consentendo le vigenti disposizioni Ministeriali di allora la soppressione della Via Venti Settembre, il Podestà decise allora di sostituire le targhe della Via Venti Settembre con altre due targhe portanti la dicitura di “VIA ROMA”. Di denominare inoltre, Via Venti Settembre, quella che sino ad allora era denominata Via dell’Orto.






