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13 dicembre 2009_Ingresso del nuovo parroco®

Alle ore 15,30 solenne celebrazione dell’Eucaristia presieduta da S.E. Mons. Martino Canessa. Ingresso del nuovo parroco – don Francesco Sangiovanni.


Saluto del SINDACO al nuovo PARROCO

Molto Reverendo don Francesco,

è con piacere che, a nome della Comunità di Villalvernia, le do ufficialmente il benvenuto. Ringrazio innanzi tutto il nostro Vescovo monsignor Martino Canessa che, non ci trascurato, non ha trascurato la nostra comunità parrocchiale ed ha provveduto a ridarci un nuovo parroco nel minor tempo a lui possibile. Era esattamente martedì 21 luglio scorso quando ci riunimmo tutti qui in questa nostra chiesa per salutare don Giuseppe De Lorenzi, che fu nostro parroco per quindici anni, ed oggi, fortunatamente a breve distanza, ci riuniamo di nuovo per dare il benvenuto a Lei, caro don Francesco, come nuovo parroco di Villalvernia. Diciamo fortunatamente, perché in questi tempi in cui il numero dei sacerdoti diminuisce continuamente e non cresce di pari proporzione il numero delle ordinazioni, poter contare sulla presenza in paese del parroco, è una fortuna. Lo possiamo constatare tutti noi, basta guardarci un po’ in giro. Perciò ora ringraziamo Lei che ha accettato l’invito del Vescovo a venire fra noi. La figura del Sacerdote è sempre stata per i nostri paesi un elemento centrale ed importante.
Quando c’è, magari si mormora o si critica, ma quando manca viene meno un punto di riferimento. Il suo non facile compito sarà quello di trovare il “grimaldello” giusto per scardinare quelle porte chiuse fatte soprattutto d’indifferenza. Sono convinto, che la Sua esperienza e l’aiuto di quello Spirito promesso da Gesù ai Suoi discepoli ancora agli albori dell’esperienza cristiana saranno elementi fondamentali per la nostra crescita spirituale.
Voglio dirLe, don Francesco, che non sarà solo. Sono sicuro che lavorando assieme, affiancando le nostre differenti posizioni, culture ed esperienze, potremo camminare uniti, garantendo a questa comunità crescita e sviluppo, sociale e spirituale.
Da parte mia e dell’intero gruppo di amministratori, Le assicuro, la più totale disponibilità al dialogo e alla collaborazione. Il rispetto per le tradizioni, la valorizzazione di ideali e progetti, la salvaguardia dei principi sui quali si basa, cresce e matura una società civile: questi e altri saranno gli obiettivi al centro del nostro rapporto collaborativo, per il bene e nell’interesse della comunità e dei suoi abitanti. Come ogni comunità civile ha bisogno di una guida, così quella parrocchiale vede nel sacerdote un faro. Specialmente in questi tempi in cui nella società affiorano segni di malessere, crescenti difficoltà, disorientamento.
Noi vogliamo vedere nel sacerdote colui che consiglia, esorta, propone, indirizza in campo spirituale. E’ con questo spirito e con questa speranza che oggi Le diamo il benvenuto fra noi. Siamo consapevoli che l’attende una missione impegnativa, anche faticosa visto che dovrà seguire i fedeli di più comunità. Ma appunto per questo Le assicuriamo tutto il nostro appoggio e la nostra collaborazione. Perciò intraprenda con fiducia questa nuova esperienza: noi Le saremo vicini. E credo ancor di più che nella nostra comunità Lei troverà parecchie persone disponibili a collaborare. Un altro motivo che ritengo importante e per il quale chiedo nuovamente il Suo aiuto è la guida dei nostri giovani. Come potrà verificare i giovani nel nostro paese oltre l’educazione scolastica, praticano molto lo sport. Ebbene, questo non basta ancora, i nostri giovani hanno bisogno di una presenza autorevole che li sappia incitare, frenare e stimolare al momento giusto secondo i dettami dei valori cristiani. La invito quindi a condividere con loro alcuni momenti; la Sua presenza non potrà che fare bene ed essere fruttuosa. Ancora, e concludo, non dimentichi le persone anziane e gli ammalati, una sua visita, una sua parola potrà rendere meno pesante il peso e la sofferenza degli anni e l’aiuto per sopportare meglio la malattia. Infine, oltre che rinnovarLe il nostro più caloroso benvenuto, anche a nome dell’intera Amministrazione comunale, Le porgiamo anche i più cordiali auguri di un lungo e proficuo lavoro in mezzo a noi.
Benvenuto Don Francesco!

Don Sangiovanni parroco di Villalvernia

Tratto da IL POPOLO di giovedì 17 dicembre 2009

Sua Eccellenza Mons. Martino Canessa, in data 10 dicembre 2009, ha nominato don Francesco Sangiovanni parroco della parrocchia di Santa Maria Assunta in Villalvernia. La parocchia si è resa vacante a seguito della scomparsa di don Giuseppe De Lorenzi. Don Francesco è stato presentato ufficialmente ai nuovi fedeli domenica 13 dicembre nel contesto di una solenne celebrazione.

Don Giovanni Venturelli e il suo rapporto con Villalvernia

A poco meno di un mese di distanza dal primo dicembre, spendiamo alcune brevi parole per trattare del bombardamento che colpì duramente Villalvernia il primo dicembre 1944.
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Don Venturelli durante un Primo dicembre nella chiesa parrocchiale

Lo spunto ci viene dato nel ricordare di quando don Giuseppe DeLorenzi (scomparso di di recente, quest’anno), proprio a proposito del bombardamento, aveva raccontato di aver ricevuto, anni or sono, nei giorni dell’anniversario del bombardamento, che colpì così duramente il paese, una cartolina inviata da don Giovanni Venturelli, parroco orionino che all’epoca della tragedia, insieme con altri confratelli, diede un grande aiuto alla popolazione villalverniese bisognosa. Di questa cartolina ne riportiamo fedelmente il testo, ritenendolo un documento necessario per una lettura meditata, non senza qualche comprensibile emozione.

Seregno (Milano)

 Rev.mo, la pace del Signore!Nel ritorno del 1 dicembre, invio a lei,  Autorità e popolazione tutta l’assicurazione del mio ricordo e della preghiera. Sono e sarò loro vicino, tutto rivivendo di quei tristi giorni…La piccola Sicbaldi Vittorina, spiratami in braccio, mentre la toglievo viva dal fianco dei suoi genitori morti. 

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Don Venturelli con don Gomarasca ai piedi della lapide commemorativa

La cara Veronese Bruna di Castellar Ponzano, che inutilmente cercammo di salvare, portandola all’ospedale di Tortona, e tutte le vittime del bombardamento allora soccorse, siano sempre mie e nostre interceditrici presso il Signore, anche per le migliori fortune cristiane e civili della loro parrocchia e di tutto il caro paese di Villalvernia.   A lei i più sentiti auguri di santo ministero. Preghi per me!

Don Giovanni Venturelli (Opera Don Orione e confratelli allora generosi collaboratori)

Crediamo che in queste poche righe sia leggibile un significato che va oltre le parole lette, magari in fretta, ma assume un valore ancora più alto e profondo. Il racconto del bombardamento del primo dicembre del 1944 è fatto di tanti piccoli episodi, quasi fosse un mosaico di tessere da unire; episodi che nel corso degli anni sono rimasti sempre vivi nella memoria collettiva di un piccolo paese di ormai novecento anime.

 Don Venturelli ci ha lasciati in quel di Seregno, il 23 dicembre 2003. Il suo ricordo e la riconoscenza di noi villalverniesi per lui e per quanto fece per noi, nel triste momento del bisogno e negli anni seguenti, non verrà mai a mancare. 

Ricordo di don Giuseppe

Tratto da PANORAMA DI TORTONA del 22 luglio 2009

Ricordo di don Giuseppe

La triste notizia non è giunta inattesa ai suoi parrocchiani di Villalvernia ed a quelli dei paesi limitrofi, che gli erano stati affidati in questi ultimi quindici anni di apostolato. Don Giuseppe Delorenzi, da qualche tempo, soffriva del male inesorabile che lo ha condotto alla morte. Questo la gente lo aveva intuito, ma la certezza è giunta soltanto dopo il ricovero in ospedale, soprattutto perché il male che lo affliggeva non era mai riuscito a frenare il suo dinamismo ed intraprendenza. Spirito critico e carattere indomito contraddistinguevano un personaggio eclettico che riusciva sempre a conciliare la sua profonda cultura con il più efficace senso pratico. Basti ricordare il notevole impegno per il recupero e restauro conservativo delle chiese a lui affidate e gli ambiziosi progetti di ricostruzione dei vecchi edifici da destinare a luoghi di ritrovo e socializzazione per giovani e adulti, che stavano maturando con lui. Accanito ed attento lettore di testi di sociologia e sacri, riusciva sempre a garantire un efficace supporto culturale ed etico a quella fede profonda che don Giuseppe Delorenza aveva in dono e traspariva nella sua vita pratica, ma soprattutto, ogni volta che esercitava il suo ministero sacerdotale. Grande sostenitore delle tesi uscite dal Concilio Vaticano II, amava nelle sue concitate omelie, richiamare spesso la figura di Papa Giovanni XXIII di cui era non soltanto grande ammiratore, ma puntuale testimone degli insegnamenti etico-morali. Don Giuseppe non amava allinearsi sempre e comunque con la maggioranza. A lui piaceva differenziarsi dalla quotidianità delle cose, consuetudini, errate tradizioni, per affrontare i problemi con senso critico ed autonomia di giudizio. Dimostrava ciò nelle discussioni, spesso molto appassionate che aveva con i suoi parrocchiani, amici, avversari, su argomenti di carattere religioso, sociale ed anche sportivo. Il rimpianto di tutti ora, è grande e profondo. Però, ci sentiamo impegnati a proseguire la sua opera, animati da un grande conforto: «Quando ci separiamo da un amico, non dobbiamo rattristarci perché ciò che abbiamo più amato ed apprezzato in lui, può diventare più chiaro e luminoso in sua assenza».

Francesco Capelletti

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