La domenica di San Lorenzo

Si celebrava ieri, come ogni domenica che Dio comanda, la Santa Messa domenicale. Il calendario poi riportava come Santo del giorno l’onomastico di Padre Lorenzo, sacerdote della Parrocchia di Villalvernia. La comunità si è ritrovata così, oltre che per la funzione domenicale, anche per formulare al proprio Pastore i migliori auguri di buon onomastico ed anche per la vicina ricorrenza del primo anno in paese. Infatti, padre Lorenzo Bergantin faceva il suo ingresso proprio il 17 agosto 2013. Presenti ieri le autorità al gran completo e l’immancabile dedica in rima dal pulpito della signora Giuseppina Capelletti.

L’attaccamento ad un paese

Era il 25 maggio, giorno di chiamata alle urne, il giorno successivo si tenne lo spoglio che assegnò la vittoria ad una delle due liste contendenti. Vinse Franco Persi e diventò il nuovo Sindaco di Villalvernia. Ci vuole sicuramente un po’ di tempo a capire i meccanismi per chi non è mai stato amministratore. Lui lo fu in tempi passati e rivestendo cariche di rilevanza politica, mai Sindaco.
Comunque conosce il paese di Villalvernia, così come lo conoscono i suoi uomini. Ciò dovrebbe rendere più facile prendere in mano le redini e sviluppare presto le proprie iniziative atte a dare un’impronta significativa. Dal 25 maggio ad oggi sono quasi trascorsi due mesi ed è logico attendersi qualcosa di più. Non può andare bene un paese che sonnecchia. Non può andare bene un paese in cui la Pro Loco non esiste quasi più. Più nessuna manifestazione viene organizzata. Sappiamo bene che il lavoro da fare è impegnativo, ma siate da sprone per le associazioni. Se non andava bene ai più la passata gestione del Comune ed i suoi rapporti con le associazioni, dimostrate voi di essere maggiormente in sintonia, di fare gruppo e di ricomporre le persone migliori. I migliori ora sono finalmente a governare il Palazzo Comunale, vogliamo nutrire qualche speranza in più rispetto a prima. Ci aspettiamo qualcosa dal Comitato per la Valorizzazione degli Eroi del Tortonese (esiste ancora?) in questo anno in cui fervono le commemorazioni per l’anniversario dall’inizio della Prima Guerra Mondiale. A Villalvernia vi sono troppi nomi incisi sulle lapidi di persone che perserò la vita per la Patria. La loro piccola Patria era Villalvernia e voi che siete tutti villalverniesi questo non lo dimenticherete, ne siamo certi (o per lo meno vorremmo esserlo). Riportate su quei campi erbosi innnazi tutto i giovani, poi una squadra del paese, foss’anche di terza categoria. Talvolta ci si accontenta. Voi che avete la passione per lo sport e l’attaccamento a questo paese potete riuscirci, nonostante il “danno” che avete trovato. Riportate la Festa Patronale agli antichi fasti, seppure i vecchi villalverniesi sono ormai pochi, ne troverete dei nuovi che accoglieranno con entusiasmo le vostre iniziative. Perfino la Madonna del Rosario vi darà una mano. Ne siamo certi, di questo si.

Il Tenente Generale Domenico Carbone, figura illustre di Villalvernia.

Indubbiamente molti che si trovano a transitare da Villalvernia provenendo da Tortona oppure da Serravalle Scrivia attraversano quella che è la via principale del paese intitolata ad un’importante figura storica: Domenico Carbone.
Alla famiglia Carbone appartenne il Ten. Gen. Domenico Carbone.

Entrato nell’Accademia Militare di Torino frequentò brillantemente i Corsi e, in seguito, in occasione delle “Grandi Manovre”, fu alloggiato a Villalvernia dove ebbe modo di conoscere la sig.na Marina Valerio che sposò quando fu promosso Capitano. Successivamente salì tutti i gradi della carriera militare, eseguì ispezioni in Libia e all’apertura delle ostilità con l’Austria, nel 1915, fu promosso Tenente Generale e assegnato quale comandante del Genio alla IIIー Armata alle dipendenze di S.A.R. Emanuele Filiberto Duca d’Aosta.
Al passaggio dell’Isonzo, per il suo eroico comportamento, gli venne conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare, la cui motivazione si legge in un quadro posto all’interno della Chiesetta del Castello di Villalvernia.
Nel 1917, non potendo più sopportare le fatiche della guerra, venne trasferito a Roma, quale Ispettore Generale Territoriale del Genio, dove morì nel 1923.
I funerali si svolsero con tutti gli onori militari e la salma fu tumulata a Villalvernia nella tomba di famiglia.
Si spense così una grande figura di soldato che dedicò la vita al bene della Patria e col suo valore e le sue virtù militari e tecniche meritò varie decorazioni al Valor Civile per azioni eroiche in calamità naturali (terremoti, alluvioni). Fu insignito di alte onorificenze quali: Commendatore dei Santi Maurizio e Lazzaro; Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia; Grande Ufficiale della Corona d’Italia.
Fu stimato e apprezzato da tutti; il suo ritratto si trova a Roma nel museo del Genio.
L’amministrazione Comunale di Villalvernia, per tutti i sui grandi meriti, gli scoperse la targa che da il nome alla Via principale del paese.